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Dal Corriere.it articolo su “Spesa social, chi cinguetta, compra”

Il 23 settembre 2014 sul sito Corriere.it è stato pubblicato un articolo con la descrizione dei servizi per fare social commerce offerti da Twitter, Facebook, WeChat, Line desiderosi di ricavare un guadagno economico sulle transazioni effettuate. Il grafico con il riepilogo delle funzioni offerte è meglio leggibile all’indirizzo specifico.

Come è facile immaginare, i grandi network sono motivati alla creazione di specifiche funzioni per agevolare il social commerce solo per il movimento economico in grado di generare grazie alle grandi quantità dei loro iscritti. Finora si tratta di esperimenti su un numero limitato di prodotti e di utenti localizzati nelle aree geografiche con più iscritti, se questi particolari pulsanti verranno presto offerti per la maggior parte degli utenti vorrà dire che la loro visione del social commerce è realmente conveniente.

Su Twitter acquisti online con il tasto Buy

A settembre 2014 Twitter ha annunciato la disponibilità del tasto Buy con cui un gruppo ridotto di iscritti, per ora, può comprare ed effettuare una donazione in denaro. Tra i partner di Twitter che partecipano al test, i gruppi musicali Panic! At The Disco e Soundgarden, i rivenditori Home Depot e Burberry, l’ong The Nature Conservancy, molti altri.

Su YouTube  è disponibile un video demo con titolo “A new way for you to make purchases on Twitter“, l’annuncio è stato fatto sul blog aziendale.

Con questo esperimento Twitter vuole entrare nel mercato in forte crescita del mobile commerce, speriamo di vedere presto questa funzionalità anche in Italia.

Facebook crea il tasto Compra e Twitter acquisisce CardSpring

I gestori dei social network devono avere un ritorno economico dalle loro attività, per cui sono alla ricerca di nuovi introiti oltre ai guadagni derivanti dalla vendita di pubblicità. Nel mese di luglio dell’anno 2014 sono circolate notizie riguardanti i noti Facebook e Twitter in merito al potenziamento degli strumenti offerti per fare social commerce, con l’obiettivo di permettere agli utenti di fare acquisti senza uscire dai social. Ecco un riassunto delle notizie circolate.
Facebook ha annunciato su https://www.facebook.com/business/news/Discover-and-Buy-Products-on-Facebook-Test di volete aggiungere il tasto “Buy” all’interno di post e inserzioni da mostrare come call to action nelle pagine o nel flusso di notizie destinate agli utenti nelle versioni web e mobile. Nell’immagine mostrata nel link precedente si nota il pulsante Buy collocato a destra in fondo al testo del post, come per gli altri pulsanti, per ora viene visualizzato con un colore grigio nel fondo del pulsante che non lo fa rendere particolarmente visibile rispetto agli altri elementi grafici.
Twitter ha recentemente stretto un accordo con Amazon secondo cui si può aggiungere un prodotto al carrello degli acquisti rispondendo al tweet in tale prodotto viene pubblicizzato con l’hashtag #AmazonCart, per alcuni esempi vedere https://twitter.com/hashtag/amazoncart e http://www.amazon.com/gp/socialmedia/amazoncart
Inoltre, ha acquistato una startup di San Francisco denominata CardSpring, specializzata nei pagamenti, coupon elettronici e carte fedeltà associati con le carte di credito degli acquirenti. Questa piattaforma permette agli sviluppatori di creare app in cui gestire facilmente il processo di pagamento e seguire l’acquirente online e offline.
Entrambe le piattaforme dovranno fare molti sforzi per informare il loro pubblico dei nuovi strumenti di acquisto e per conquistare la fiducia degli acquirenti. Facebbok, nel suo comunicato, ha subito chiarito che non condividerà con altre aziende le informazioni sulle carte di credito e le persone potranno decidere ogni volta se salvare o cancellare i riferimenti ai pagamenti.
Come accade per l’introduzione delle nuove funzioni, questi nuovi strumenti sono riservati alle imprese negli USA, se avranno successo saranno disponibili anche in Italia, ce lo auguriamo vivamente.

Amazon scommette sul Social Commerce e punta su Twitter

amazon-twitterJezz Bezos, il fondatore di Amazon uno dei market-place più famosi al mondo, ha lanciato un’iniziativa di Social Commerce in partnership con Twitter con lo slogan “Aggiungilo ora, compralo più tardi”. Attualmente è disponibile solo negli Stati Uniti ed in Inghilterra.

Può capitarci di leggere un Tweet di un amico che suggerisce l’acquisto di un prodotto presente su Amazon, basterà “retwittarlo” con l’hashtag #AmazonCart per gli Stati Uniti o #AmazonBasket per l’ Inghilterra, il prodotto sarà automaticamente salvato sul nostro carrello d’acquisto su Amazon senza uscire da Twitter. Ovviamente prima è necessario collegare il nostro account Amazon al nostro profilo Twitter tramite l’apposita applicazione.

Dopo l’invio del tweet riceveremo un messaggio da parte di Amazon con la conferma dell’inserimento: “Great! We added this item to your Amazon Basket. When ready, review your Basket and check out” che tradotto recita:“Ottimo, abbiamo aggiunto il prodotto al tuo carrello Amazon. Quando vuoi, controlla il carrello e procedi al check out”. Pertanto, per completare l’acquisto si dovrà proseguire sul sito di Amazon.

Ecco che l’acquisto su Amazon si fa cinguettio.

Articolo pubblicato anche su Gioiacommunica. 

Quali Social Network trainano più vendite? Ce lo dice l’infografica di Shopify

(Articolo pubblicato anche su Gioiacommunica.com)

Shopify, un Content Management System per creare facilmente un e-commerce, ha  pubblicato un’ infografica con i risultati di una ricerca compiuta tra i tanti store della piattaforma. Sono stati analizzati i dati da 37 milioni di visite veicolate dai social network portando 529.000 ordini nell’ e-commerce. Ecco i principali risultati:

  • Facebook domina come sorgente di traffico social e vendite negli store Shopify. Circa i due terzi dei visitatori provenienti dai social media provengono solo da Facebook. L’85% degli ordini provenienti dai social media arrivano da Facebook.
  • Gli ordini provenienti da Reddit hanno ricevuto un incremento del 152% bel 2013.
  • La community di stile Polyvore ha generato il maggiore valore di ordine medio, scalzando anche Facebook, Twitter e Pinterest. Anche Instagram  genera un valore di vendita alto,  questo risultato sorprende tenendo in considerazione che l’unico link cliccabile su Instagram è quello inseribile nella Bio del Profilo.
  • Facebook ha il più alto tasso di conversione (percentuale di utenti che hanno fatto un acquisto dopo aver avuto accesso al sito)  di tutti i social media.

L’infografica, di seguito illustrata, analizza anche quali social network danno migliori risultati all’interno delle specifiche categorie merceologiche.

social-commerce

Un esempio di Transmedia Story Telling e Social Commerce.

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SJF Company nasce a gennaio 2012 come un “Made in Italy streetwear and casual chic”, una collezione streetwear che promuove t-shirt donna/uomo modello base con stampa ed etichetta sul davanti. Il marchio è stato creato a partire da un dipinto realizzato nel 1999 da Maria Pia Izzo utilizzando esclusivamente le dita della mano sinistra (normalmente scrive con la mano destra), davanti ad un gruppo di persone, durante un Seminario di Ricerca delle Vite Precendenti seguito presso uno dei centri di Ricerca Spirituale più prestigiosi al mondo.

Il marchio è di proprietà di Maria Pia Izzo ed Eva Balzarotti e viene distribuito dalla ditta Atlan66 di Maria Pia Izzo.

Il sito è http://www.sjfcompany.it in cui si nota a destra un originale riquadro con i riferimenti alla presenza nei social network, come un appunto unito con uno spillo alla pagina web. La Camera di Commercio di Milano e Monza – Brianza hanno premiato due volte il business plan, l’idea ed il progetto.

Ha collaborato alla stesura della “brand history” di SJF Company la dott.ssa Betsy Pool, cittadina americana esperta di Transmedia Story Telling, quello di Jeff Gomez per intenderci http://www.meetthemediaguru.org/jeff-gomez-13-03-2012-mediateca-santa-teresa/, uno dei massimi esponenti nel settore. Betsy ha ritenuto molto interessante l’evoluzione del progetto partito da un dipinto realizzato durante un momento esperienziale personalissimo dell’autrice e poi approdato ai media passando dalla “macchina da cucire” fino al web, Facebook, Instagram, Pinterest, Twitter, Google+, Fancy e chissà che altro ancora.

Con riferimento a Facebook, è disponibile la pagina https://www.facebook.com/SJFCompany con circa 4.500 MiPiace.

Nella scheda https://www.facebook.com/SJFCompany/app_190322544333196 denominata SJF Store vengono offerti i prodotti, si possono leggere i dettagli di ogni prodotto, si può costruire il carrello inserendovi gli oggetti da comprare. Sempre restando all’interno della pagina, l’ordine viene completato con una sequenza in sei passi eseguiti in una sola schermata, mentre per l’ultimo passo del pagamento si passa sul sito.

In fondo alla scheda a sinistra sono indicati i link verso informazioni di spedizione, privacy policy, resi & rimborsi, indicazioni per contattare le autrici.

La pagina è integrata con le presenze in Instagram, Pinterest, Twitter, Google+ per mostrare subito nelle schede apposite cosa viene pubblicato.


Conviene integrare più Twitter rispetto a Facebook in un e-commerce?

Il Gruppo DADA ha presentato i risultati della ricerca “e-shop in Italy”  commissionata ad ePages con l’obiettivo di indagare lo stato dell’arte su 1.100 siti e-commerce. Dall’indagine risulta più che raddoppiato il numero di shop online aperti tramite lo store di Register, il totale degli ordini ha registrato un incremento del 144% su base annua. Le aziende coinvolte nell’analisi, attive online dal 2011, hanno incrementato del 161% le proprie entrate e del 57% la media degli ordini ricevuti. Come in altre indagini, si conferma l’importanza dei settori Fashion, Tech e Food, mentre le regioni del nord e centro Italia sono più attive.
In merito al social commerce, tema di questo blog, l’indagine evidenzia come l’81% del campione integra sul proprio shop online l’icona di collegamento a Twitter, mentre solo il 46% quella di Facebook.
Considerato che dal punto di vista tecnico l’integrazione con Facebook non è più complessa di quella con Twitter, probabilmente chi ha creato quei siti percepisce gli utenti di Twitter come più attivi rispetto a Facebook, in termini di materiale acquistato e di creazione del passaparola durante gli acquisti. Inoltre, un altro fattore può provenire dal fatto che i tweet sono più visibili sul web rispetto ai post su profili Facebook cui accedono solo gli amici.

Lo stream commerce su INSTAGRAM con Chirpify (#instaSale)

Dalla Home Page di Chirpify

Dalla Home Page di Chirpify

Da oggi il Social Commerce apre le sue porte anche ad Instagram con la piattaforma Chirpify, l’unica piattaforma di Social Commerce che sia riuscita nell’attuare l’acquisto in stream e che ha reso possibile la vendita online  tramite Social Network.

L’utilizzo della piattaforma è molto semplice: basta iscriversi creando un nuovo account o loggarsi tramite i profili social. Dopo l’iscrizione verrà fornito l’accesso immediato alla dashboard di Chirpify e qui si potrà completare la scheda descrittiva del prodotto in vendita specificandone il periodo di offerta. Infine, dovranno essere indicati i canali social dove si desidera vendere l’oggetto e verrà richiesto il collegamento del profilo Chirpify ad un account PayPal.

Da questo momento qualsiasi vostro amico o follower di Facebook, Twitter e, da poco, anche Instagram, potrà visualizzare la vostra offerta e decidere di procedere all’acquisto cliccando sopra il tweet, post o foto e commentando con un semplice “Buy”.

La recente novità sta, appunto, nell’introduzione della vendita attraverso la piattaforma Instagram che è stata resa possibile dalla continua crescita di quest’ultima in termini di utenza e funzionalità con l’appoggio di alcuni partner come:

L’evoluzione di Chirpify è stata annunciata dal suo recente restyling, la nuova interfaccia grafica è stata ridisegnata per consentire ai suoi membri di creare annunci che possano essere visibili su Twitter, Facebook e Instagram, oltre a permettere un processo più semplice e intuitivo di creazione e lancio delle offerte.

Ora è possibile monitorare le vendite e vedere come vengono eseguite le proprie liste su Instagram e Twitter. La nuova interfaccia è molto più robusta, consente agli utenti di visualizzare tutta la loro storia transazionale, permette di tenere traccia del bilancio complessivo tra denaro speso e guadagnato sui social media.

Tumblr come servizio di blogging per l’e-commerce. Ecco i perché…

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Pratical Commerce, autorevole rivista on line americana che tratta il tema dell’e-commerce, in occasione dell’annuncio dell’acquisto della piattaforma di blogging Tumblr da parte di Yahoo! per 1,1 miliardi di dollari, ha pubblicato un articolo intitolato “10 Reasons to Consider Tumblr for Ecommerce Blogging” (10 ragioni per cui considerare Tumblr un blogging per l’e-commerce).

Tumblr è una piattaforma di blogging che può essere definita come una ibridazione tra WordPress, Twitter e Pinterest:  nata soprattutto per comunicare contenuti brevi e multimediali che possono essere usati per forme di vendita online.

1. Il target giovane

Anche se gli utenti Tumblr abbracciano quasi ogni fascia di età, la maggior parte sono di età compresa tra i 18 e i 34. Se è importante per l’e-commerce raggiungere un pubblico giovane, Tumblr può essere la piattaforma adatta allo scopo.

2. Condivisione frequenti

I membri della comunità Tumblr condividono spesso i contenuti di altri sul loro blog. Tumblr offre una funzione chiamata “Reblog” che rende l’operazione facile ed immediata. Questa funzionalità permette ai contenuti di raggiungere un pubblico più ampio all’interno della community rispetto ad altre piattaforme di blogging. Gli utenti possono anche sincronizzare il loro account Facebook e Twitter in modo che i messaggi vengano distribuiti attraverso i Social Network, rendendo Tumblr una piattaforma social.

3. Semplicità d’uso

L’interfaccia di Tumblr è più semplice di WordPress, può essere installato rapidamente e permettere di essere utilizzato anche da chi ha poca o nessuna conoscenza tecnica.

Quasi ogni tipo di contenuto – foto, video, testo, link, audio e persino citazioni – può essere condivisa semplicemente cliccando su un’icona associata. Tumblr offre la possibilità di postare via e-mail o via mobile. L’applicazione Tumblr è disponibile per iOS, Android e Windows Phone.

4. Contenuti brevi

Tumblr è ideale per contenuti brevi, soprattutto multimediali. Tale caratteristica può essere particolarmente utile per i venditori che non hanno il tempo o le risorse da dedicare alla scrittura di post lunghi.

5. Permanenza sul sito

In media, gli utenti Tumblr spendono 15 minuti per ogni sessione sul sito, che è secondo in termini di lunghezza di permanenza solo a Facebook. Inoltre conta, secondo Quantcast, più di 14 miliardi visualizzazioni mensili.

6. Focus sul consumo di contenuti

A differenza di Facebook che si concentra sulla socializzazione, il centro di Tumblr ruota intorno il consumo di contenuti. La possibilità di commentare non è nemmeno inclusa nella piattaforma anche se può essere aggiunta attraverso l’uso di Disqus, un sistema di commenti.

7. La possibilità di personalizzazione grafica e del dominio

Quasi tutto su Tumblr può essere personalizzato, compresa la progettazione grafica e il nome del dominio. Molti sono i temi, sia gratuiti che a pagamento, disponibili e ulteriori personalizzazioni sono possibili modificando il foglio di stile CSS. Tumblr facilita l’uso di nomi di dominio personalizzati e offre una guida passo-passo su come farlo.

8. Utilizzo Gratuito

Tumblr è gratuito e gli utenti possono creare più di un blog senza costi aggiuntivi.

9. Popolarità

Tumblr continua a crescere ed ha una media di 160 milioni di utenti al mese. Alexa lo classifica al 18 ° posto della classifica dei siti più visitati negli Stati Uniti

10. Buona possibilità per la vendita al dettaglio

Le categorie più popolari di Tumblr includono moda, arte, artigianato, cibo, vintage e design, che lo rende adatto per i dettaglianti che offrono tali prodotti.

Un certo numero di aziende tra cui Wazala, Shopify, e BlkDot offrono anche funzionalità di carrello della spesa per Tumblr.

Sin quando Tumblr enfatizza il consumo di contenuti piuttosto che la socializzazione, può essere una scelta ottima per il social commerce, addirittura sottolinea Pratical Commerce, più di Facebook o Twitter.

 

La Cina investe 586 milioni di dollari sul Social Commerce Stile Twitter

AlibabaWeibo

E’ come Amazon stesse acquisendo una partecipazione su Twitter: Alibaba,il più importante Player di e-commerce in Cina con i suoi $170 miliardi di fatturato, ha appena acquistato il 18% diWeibo, la più grande piattaforma di microblogging in Cina simile a Twitter con 400 milioni di utenti, per il costo di $586 milioni. L’investimento dovrebbe fruttare circa 380 milioni di dollari tra Social Commerce e pubblicità per Weibo per la durate di 3 anni, e se tutto dovesse andare secondo i piani, Alibaba avrà la possibilità di aumentare la sua quota fino al 30%. All’inizio di quest’anno, la Mercedes ha fatto il 12% del suo target annuale di vendite auto in un solo giorno su Weibo.
Il comunicato stampa ufficiale è qui, ma in parole povere, l’ equivalente cinese di Twitter afferma “Siamo convinti che il Socialcommerce svolgerà un ruolo fondamentale nella costruzione di un eco-sistema intorno alla piattaforma aperta di Weibo”.

Pensiamo che l’e-commerce giocherà un ruolo vitale nel futuro di Twitter e che l’investimento di Amazon permetterebbe di esplorare nuovi modelli di business per il commercio e la cooperazione sociale nel settore della connettività, degli account degli utenti, nello scambio di dati, nel pagamento e nel marketing on-line. Gli esperimenti di Social Commerce su Twitter si stanno moltiplicando,con la startup di Twitter-commerce Chirpify si è assicurato un investimento di 2 milioni di dollari la scorsa settimana da parte di Voyager Capital. Anche American Express ha aperto un servizio di pagamento su Twitter.

Sarà, quindi, Amazon a seguire l’esempio qui in Occidente di Alibabà ed aprendo un metodo di acquisto su Twitter o sarà Ebay?