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E-commerce, l’opinione di Emilio Bonura

La redazione di Guidaalsocialcommerce.it ha avuto una piacevole discussione con Emilio Bonura sulle modalità con cui pensare l’apertura di un e-commerce, in questo articolo ne vengono riassunti i punti più importanti.

Emilio Bonura è il creatore di www.socialshoppology.it il cui obiettivo si può riassumere in “Aiutiamo le aziende a trovare…ma soprattutto a non perdere i propri clienti” il suo profilo Linkedin si può leggere su http://bit.ly/linkedin_cv e la sua email è info@socialshoppology.com.

Emilio consiglia di leggere l’articolo “Perché non aprire un e-commerce” pubblicato dal sito di “Il Giornale delle PMI”. In questo articolo vengono descritte cinque aspettative che possono tramutarsi in errori talmente gravi da portare al fallimento dell’e-commerce appena avviato.

L’esperienza di Emilio indica che spesso chi intende aprire un e-commerce non ha competenze tecniche e ha la sensazione che aprire un ecommerce sia un gioco da ragazzi, ma in realtà avviare un e-commerce come un negozio virtuale per fare vendita on line richiede la realizzazione di un progetto uguale a quello necessario per aprire un negozio reale.

Infatti, quando si apre un negozio reale si è consapevoli di affrontare investimenti da 70/100.000 euro di base e sicuramente si è molto motivati nell’intento, però questa motivazione viene persa se occorre fare un investimento sul web per aprire un negozio. Il problema nasce dal fatto che essendo un negozio virtuale si pensa che tutto “costi poco” (“tanto internet è gratis”), senza tenere conto di tutti i costi annessi e connessi che si aggiungono alla vendita sul web, molte volte l’investitore pensa: “io ho un amico, cugino, figlio che a tempo perso può costruire cosa occorre, perché dovrei pagare qualcuno?”.

L’esperienza di Emilio, nel suo rapporto con i clienti che vogliono aprire un e-commerce, fa notare come nessuno racconta che una volta fatto un sito e-commerce, (ammesso e non concesso che rispetti le regole basilari di Google), debba essere reso visibile agli utenti, diversamente non si capirebbe perché, con tanti di siti nel mondo, uno dovrebbe guardare proprio uno specifico sito.

Emilio fa notare che se non si spendono su Google Adwords almeno 25/30 euro al giorno per un periodo di almeno 6 mesi, difficilmente un e-commerce avrà risultati soddisfacenti.

Inoltre, una volta portato del traffico creato da persone che visitano il negozio online, occorre sperare che la gente acquisti “ma non troppo”. L’avverbio di negazione sta a sottolineare che nel momento in cui si decide di essere visibile occorre sapere smaltire gli ordini che arrivano, perché se iniziano ad arrivare 7-8 ordini al giorno, bisogna essere pronti e preoccuparsi di avere sempre la merce in magazzino, preoccuparsi che sul sito e-commerce la merce non vada in esaurimento, ma soprattutto preoccuparsi di assumere del personale che smaltisca gli ordini, personale che preparino fisicamente l’ordine e che in automatico o manualmente l’acquisto effettuato  venga scaricato dal magazzino e quindi dal sito per evitare acquisti incongruenti tra il sito e la reale disponibilità in magazzino. Molto importante è l’avere contattato un corriere che invii ad un prezzo concordato la merce in tutta Italia o all’estero.

Quando si vogliono fare le cose fatte bene e che soprattutto abbiano un certo risultato di vendita, non sarebbe errato dire a chi vuole aprire il negozio che se vuole avere un riscontro non può pretenderlo prima di dodici mesi, non deve aspettarsi grandi cose, se poi avverranno meglio e soprattutto deve essere pronto a mettere a…” budget la vendita di un “box d’auto!”.

Nel prossimo articolo discuteremo con Emilio sulle problematiche specifiche del social commerce.