Monthly Archives: May 2013

Tesco lancia un nuovo sito di Social Commerce sul vino

Tesco-Wine-Co-buys (1)

Tesco, il terzo più grande rivenditore al mondo, ha lanciato un nuovo sito si social commerce per il vino, Tesco Wine Co-buy
Usando il software Buyapowa di social commerce, i consumatori possono formare un piccolo club per comprare il vino sfuso a prezzi scontati: una sorta di co-buy o gruppo d’acquisto. Ciò che ci piace è che i clienti sono in grado di scegliere tutti i vini che intendo acquistare e fissano un prezzo massimo fino a cui intendono pagare. Più persone s’iscrivono e più è alto lo sconto– con una persona che recluta più acquirenti possibili  attraverso la condivisione sociale- ottenendo una cassa di vino gratis.
Il direttore del digital Tom Daniell afferma “Questo canale dà ai clienti il controllo totale- dalla determinazione del prezzo finale che intendono pagare, a dire quali vini vorrebbero vedere in vetrina”. Il social commerce diventa un potere per il cliente.
In primo luogo si tratta di commercio – cioè di spesa e non di conversazioni, e poi è sociale, ma questo non significa fare dello spam da parte dei rivenditori o dei loro clienti, ma fare dello shopping insieme come attività sociale. Il software usato da Tesco con Tesco Buy Co-Wine ( http://www.tesco.com/wine/zone/) si offre di aiutare le persone a fare shopping insieme e questo crea valore.
Ecco il video di presentazione:

La Cina investe 586 milioni di dollari sul Social Commerce Stile Twitter

AlibabaWeibo

E’ come Amazon stesse acquisendo una partecipazione su Twitter: Alibaba,il più importante Player di e-commerce in Cina con i suoi $170 miliardi di fatturato, ha appena acquistato il 18% diWeibo, la più grande piattaforma di microblogging in Cina simile a Twitter con 400 milioni di utenti, per il costo di $586 milioni. L’investimento dovrebbe fruttare circa 380 milioni di dollari tra Social Commerce e pubblicità per Weibo per la durate di 3 anni, e se tutto dovesse andare secondo i piani, Alibaba avrà la possibilità di aumentare la sua quota fino al 30%. All’inizio di quest’anno, la Mercedes ha fatto il 12% del suo target annuale di vendite auto in un solo giorno su Weibo.
Il comunicato stampa ufficiale è qui, ma in parole povere, l’ equivalente cinese di Twitter afferma “Siamo convinti che il Socialcommerce svolgerà un ruolo fondamentale nella costruzione di un eco-sistema intorno alla piattaforma aperta di Weibo”.

Pensiamo che l’e-commerce giocherà un ruolo vitale nel futuro di Twitter e che l’investimento di Amazon permetterebbe di esplorare nuovi modelli di business per il commercio e la cooperazione sociale nel settore della connettività, degli account degli utenti, nello scambio di dati, nel pagamento e nel marketing on-line. Gli esperimenti di Social Commerce su Twitter si stanno moltiplicando,con la startup di Twitter-commerce Chirpify si è assicurato un investimento di 2 milioni di dollari la scorsa settimana da parte di Voyager Capital. Anche American Express ha aperto un servizio di pagamento su Twitter.

Sarà, quindi, Amazon a seguire l’esempio qui in Occidente di Alibabà ed aprendo un metodo di acquisto su Twitter o sarà Ebay?

Di fronte a un nuovo sistema di social commerce

Su internet nascono frequentemente nuovi sistemi commerciali intenzionati ad offrire al navigatore acquisti a prezzi ridotti, con modelli di business più o meno innovativi. In alcuni casi, si tratta di sistemi allo stato beta caratterizzati da pochi utenti, un numero ridotto di offerte, interfaccia grafica in continuo aggiornamento. Molti sistemi intendono sfruttare le caratteristiche del social commerce, al fine di sfruttare la circolazione delle informazioni nei social network per aumentare la vendita.

Al navigatore che si trova di fronte a una nuova modalità di fare acquisti nasce spontanea una serie di domande del tipo:

  • è un sistema affidabile? i miei soldi spariranno e non mi verrà consegnato niente?
  • quale è il vantaggio offerto rispetto ad altri sistemi che già uso?
  • come faccio a muovermi in una interfaccia grafica di un sito che ancora non conosco? Ci vorrà tempo e tanto sforzo in grado di ricompensare il vantaggio offerto?
  • quanti dati personali devo inserire e che fine fanno?
  • ci sono oggetti proposti in vendita che mi possono interessare e come li trovo?
  • si offrono in vendita oggetti di vario tipo o è ristretto a un ambito specifico?
  • il sito appartiene a qualche circuito, a qualche associazione di settore in grado di garantirne la serietà?
  • a chi mi devo rivolgere per chiedere assistenza in caso di problemi?
  • c’è qualche offerta promozionale per incentivare l’iscrizione di nuovi clienti?
  • chi gestisce il sistema? potrei vedere la faccia di chi vuole prendere i miei soldi?
  • quante persone lo frequentano e cosa comprano?
  • ci sono miei amici che hanno esperienze di acquisto?
  • dove trovo testimonianze affidabili di altre persone che hanno acquistato?
  • esistono possibilità di interazioni con le mie presenze nei social?

Naturalmente, l’ordine delle domande che il navigatore si pone può variare rispetto all’elenco proposto secondo gli interessi personali.

Le ultime cinque possono trovare una risposta più semplice in un contesto di social commerce, in cui è più facile trovare collegamenti verso le persone che frequentano il sistema. La possibilità di offrire tali risposte in grado di attirare nuove persone può giustificare lo sforzo della creazione di funzioni informative tipiche dei social.

Da considerare con attenzione la domanda sulle offerte promozionali. Spesso un nuovo sistema lancia crediti gratis, sconti, consegna agevolata ecc. per aumentare le iscrizioni di nuovi utenti che accettano il rischio di agire in un sistema poco noto dietro la spinta di un affare migliore rispetto ai soliti sistemi.

Concludendo, le domande precedenti sono utili a chi intende proporre al pubblico il suo sistema di vendita per sentirsi stimolato a fornire le risposte, sono utili anche a chi intende avvicinarsi al nuovo sistema come acquirente per capire meglio cosa analizzare prima di operare un acquisto.